Sapere in divenire!

Atopos è prima di tutto un’associazione culturale senza scopo di lucro, fondata da studenti di filosofia, volta alla promozione culturale e alla divulgazione del sapere, ma Atopos è molto più di questo: è soprattutto un ideale, per spiegare il quale saranno sufficienti alcune parole: Filosofia, Emancipazione, Creatività, Forza collettiva e valore individuale, Trasversalità, Confronto.

Atopos è filosofia, e lo è non perché l’obiettivo sia occuparsi solo di questa disciplina, ma perché ciò che chiede è un atteggiamento filosofico, nel senso etimologico del termine. Ciò che Atopos richiede è nutrire un profondo e sincero amore nei confronti del sapere, qualunque cosa con esso si voglia intendere. Questo significa che non servono competenze pregresse o titoli di studio particolari, ma un interesse vero e instancabile nella ricerca. Ed è proprio da qui che è possibile arrivare direttamente alle altre parole.

Atopos è emancipazione, intesa non come fuga o una rottura rispetto a ciò che ognuno vive quotidianamente, ma nella ricerca di uno spazio ulteriore, complementare ai percorsi di studio personali, in cui interessi e inclinazioni che a volte faticano a trovare il proprio tempo e il proprio posto possano finalmente realizzarsi. Per questo, Atopos non si pensa in lotta o in contrasto con altre realtà: è semplicemente altro da esse, un ambito che si affianca, in cui ognuno ha il proprio spazio ed è libero di dar voce a interessi e a inclinazioni di ricerca, in un clima aperto e informale.

Atopos è creatività perché non è sottesa alcuna impostazione dogmatica: se qualcuno avesse avuto la certezza di detenere il sapere, la parola filosofia sarebbe stata sostituita con sofia. Partendo invece dall’assenza di un fondamento restano aperte infinite possibilità di pensiero e strade da percorrere, nella consapevolezza che non si dia un punto di approdo definitivo, quanto piuttosto una sosta temporanea, che possa diventare il punto di partenza per indagini successive. È chiaro quindi che, in assenza di una meta predefinita, ogni percorso, interesse o curiosità porti con sé delle risorse da esplorare.

Atopos è trasversalità. perché accanto alla specializzazione disciplinare – necessaria, giusta, ma cieca se lasciata sola – coltiva uno sguardo d’insieme: nessuna conoscenza autentica di un

mondo complesso è pensabile senza un dialogo tra linguaggi diversi, un attrito da cui nasce un dominio che nessuna disciplina isolata avrebbe potuto creare.

Atopos è confronto tra noi e gli altri, tra le discipline, con la realtà; perché senza confronto non solo non sarebbe possibile nessuna trasversalità, ma neanche una filosofia che voglia dirsi autentica. 

Atopos non contempla l’immagine del sapiente nella torre d’avorio, quanto piuttosto quella di un Socrate intento a dialogare in qualche angolo di Atene: non è un caso, infatti, che Platone abbia usato proprio il termine Atopos per riferirsi a Socrate: un luogo privo di collocazione, qualcosa di assurdo, qualcosa fuori posto o senza posto, che per estensione ha finito per significare “strano”, “insolito”, “assurdo”. Il significato qui adottato è quello di un posto che non è un posto, qualcosa di irriducibile ad altro, una soglia da attraversare, un passaggio da una condizione a un’altra; ed è per questo che si è pensato di rappresentarlo graficamente con una scala che sale e una che scende, proprio per sottolineare il movimento verso luoghi insondati. Al di là della direzione, del resto, percorrere una scala significa permanere in una condizione mediana e mai del tutto risolta, e proprio questo è lo spirito con cui Atopos è stata concepita. 

Atopos non si pensa come un insieme di parti che perseguono i propri scopi, ma piuttosto come un intero che, nella forza del gruppo, riesce – quasi paradossalmente – a far emergere l’individuo. Atopos, attraverso una dimensione comunitaria e informale, cerca appunto di ricucire le frammentazioni che spesso si presentano nei percorsi di ognuno, proponendosi di far emergere l’individuo nelle sue passioni, propensioni e pregi.

Atopos non coincide con la somma delle attività che vengono svolte; piuttosto, quelle attività sono il modo in cui qui e ora Atopos si dà, mantenendo sempre la possibilità di metamorfosi interne. Atopos rivendica così la sua idealità e la sua indeterminazione.

Atopos non appartiene a niente, tantomeno a qualcuno; non può essere afferrata né dichiarata proprietà privata. È un bene comune, costituito dalla forza creativa di chi vi partecipa. Non separa, non oppone, non erige confini da difendere: la sua missione è tessere relazioni là dove sembrava esserci solo distanza.

Alcuni principi orientano il movimento di Atopos, a tutela di chi vi partecipa e di chi vi si accosta per la prima volta: inclusività, trasparenza, rispetto. 

Custodire questa apertura richiede una cura non minore di quella che serve a costruirla.

Atopos è il vincolo dinamico autodeterminantesi che mantiene in movimento il logos, sottraendolo alla staticità di un sistema chiuso. A questo movimento – di crescita, di vita, di attraversamento continuo – può prendere parte chiunque lo desideri: Atopos richiede solo la disponibilità a lasciarsi coinvolgere in qualcosa che non smetterà mai, per sua natura, di trasformarsi.

In nessun luogo, attraverso ogni soglia