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Che rivista?

Se qualcuno chiedesse di definire Atopos con una parola, questa sarebbe senza dubbio “filosofia”. Atopos è filosofia perché ne incarna i principi e le basi: una ricerca instancabile e costante, un’analisi attenta del mondo e dei suoi problemi, una critica dei costumi e dei sistemi, un dubbio come punto di partenza per lasciarsi alle spalle pregiudizi e preconcetti. Tutto questo, e molto altro, è la filosofia; tutto questo, e molto altro, è Atopos.

Da qui nasce la rivista, pensata come uno spazio libero in cui far circolare idee e saperi e in cui condividere riflessioni e ricerche, aperto a chiunque, sia nella proposta di articoli sia nella lettura. I contributi, per questo, possono attingere alle discipline e agli ambiti di pensiero più diversi, con l’obiettivo di costruire insieme nuovo sapere, e proprio per questo non serve che gli articoli siano di filosofia, intesa come disciplina dai confini ben definiti: basta che ne abbraccino lo spirito, quello di Atopos.

Tutto ciò si può comprendere meglio immaginando la rivista, come l’associazione che la promuove, non come una raccolta di articoli messi insieme per caso, ma come un unico mosaico, cioè un insieme di informazioni e conoscenze che sia fonte di sapere e fucina di idee per ulteriori articoli e studi. Ogni contributo ne è un tassello e, in quanto tale, nasce per arricchire chi lo legge e per dialogare con tutti gli altri.

In questa prospettiva, le tipologie di articoli ospitati saranno principalmente quattro. Ci sono anzitutto i classici articoli nati da studi e letture, corredati da note e bibliografia, che permettono a chi legge di approfondire le questioni e, con un impianto simile, quelli divulgativi, pensati per portare argomenti e problemi anche a chi non ha familiarità con le discipline in questione. Vi è poi la possibilità di proporre articoli liberi dall’obbligo di apparati bibliografici, che si affidano alla sola corretta argomentazione e lasciano al pensiero la libertà di esercitarsi senza il sostegno di testi e dottrine: d’altronde, la filosofia è soprattutto questo. A queste tre tipologie si aggiunge, come eccezione, uno spazio per brevi pensieri, suggestioni e intuizioni, anche non strutturati né approfonditi, che, accostati l’uno all’altro, formeranno una grande bacheca di spunti da elaborare o anche solo da leggere in brevi ritagli di tempo e con leggerezza.

Ogni articolo proposto sarà letto e valutato dalla redazione e, se ritenuto opportuno, pubblicato sul sito, con pochi limiti da rispettare. Fatta eccezione per i brevi pensieri, ogni articolo dovrà rientrare in una delle prime tre tipologie, dal momento che una corretta argomentazione e/o un apparato bibliografico sono requisiti necessari per la pubblicazione. È richiesto rispetto per lettori, autori e redazione, e non troveranno spazio contributi che alimentino violenza, odio, discriminazione di ogni genere o cattiva informazione. Sono benvenuti gli articoli di filosofia e analisi politica, mentre non lo sono quelli che manifestano una mera presa di posizione politica o che hanno un intento propagandistico; non verranno, inoltre, ospitati resoconti di cronaca, che si allontanerebbero dall’indole riflessiva della rivista.

Da tutto questo dovrebbe risultare chiaro che cosa la rivista voglia essere: uno spazio libero e inclusivo per il pensiero e la riflessione, nel pieno rispetto delle persone, senza però rinunciare alla vocazione critica e demistificante della filosofia. 

Atopos

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